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Voir aussi le portrait de Raphaël sur Touristie.
Via macchie, tarli e vernici così l’arte torna a splendere.
ROMA - E’ stata un’operazione di restauro complessa, quella compiuta sulla "Fornarina" di Raffaello. E preceduta da una serie di indagini scientifiche e fotografiche, con procedimenti tecnici come le radiografie, le riprese in falso colore, le riflettografie. Risultato : una bellezza così viva, e così nitida, che non può non colpire l’occhio di chi guarda.
Prima di entrare nei dettagli dell’intervento, ecco qualche dato "tecnico" sull’opera. Il dipinto è realizzato su un’unica tavola di legno di pioppo, alta 85,5 centimetri e larga 61,5. Su tutta la superficie è stesa una preparazione di gesso e colla. La pittura è a olio, con pennellate sottili e velature trasparenti nella figura, mentre acquista maggiore corposità nel fondo, costutuito da uno strato di fogliame.
Il restauro - affidato alla cooperativa Conservazione beni culturali di Roma, e finanziato dalla Estée Lauder - è consistito nella rimozione delle vernici non originali, che si erano fortemente ossidate ; nell’asportazione di piccoli ritocchi sull’incarnato e sul manto rosso ; nell’eliminazione di alcuni fori, dovuti ai tarli ; nella stuccatura di questi fori e di altre imperfezioni che si erano formate lungo il bordo. E’ stato anche sostituito il vecchio sistema di aggancio fra tavola e cornice, realizzando una nuova struttura regolabile in ottone.
E le indagini compiute prima del restauro hanno anche permesso di scoprire nuovi dettagli sulla Fornarina. Ad esempio, la radiografia ha confermato l’esistenza di un paesaggio alle spalle della figura femminile, poi nascosto dal fogliame ; mentre la riflettografia eseguita allo scanner ha mostrato alcuni tratti del disegno preparatorio. Tutte le varie fasi sono state documentate e raccolte in un cd-rom.
(20 dicembre 2000)
http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/fornarina/restauro/restauro.html
ROMA - Una bellezza senza tempo, così come l’arte di chi la ritrasse. Un volto di donna dai grandi occhi scuri, una posa languida e sensuale, il ventre appena coperto da un sottilissimo velo, una sciarpa a raccogliere i capelli : è la "Fornarina" di Raffaello Sanzio, uno dei più celebri dipinti di tutti i tempi, esempio "classico" dello stile del pittore, che ha fatto di questa figura femminile un po’ misteriosa un vero e proprio canone di perfezione.
La novità è che, dopo un anno di restauri, l’opera è di nuovo esposta al pubblico, presso la Galleria nazionale d’arte antica di Palazzo Barberini, a Roma (per vedere una galleria di immagini clicca qui). Fino al 28 febbraio 2001, il quadro è visibile all’interno di una mostra tutta dedicata a lui, in cui sono esposti anche altri dipinti "di confronto", simili cioè nello stile. Da marzo, tornerà a far parte della "normale" collezione del museo.
E il ritorno della Fornarina al suo splendore è davvero un evento. Anche perché sia l’opera, sia la sua protagonista, sono da sempre oggetto di studi. La prima notizia certa del dipinto si trova in una lettera datata 1595, inviata da Roma all’imperatore Rodolfo II, a Praga : nella missiva viene descritta "una donna nuda ritratta dal vivo, mezza figura di Raffaele". Nel diciassettesimo secolo, dopo una serie di passaggi, il quadro entra a far parte della collezione dei principi Barberini.
Ma è nei primi anni dell’Ottocento che cominciano le ricerche storiche sul personaggio della Fornarina, esaminando le fonti e i documenti disponibili. Ad esempio, gli scritti di Vasari, in cui si parla di una donna "particolarmente amata" da Raffaello. Si arriva così a dare un’aura romantica alla figura del ritratto, figlia di un fornaio, residente a Trastevere, ed esperta dell’arte amatoria. Alla fine, dopo la scoperta di uno scritto negli Archivi vaticani, si è giunti all’identificazione certa della bellezza bruna immortalata dal pittore : si chiamava Margherita Luti, figlia del senese Franco. Ma per tutti resterà sempre e solo la Fornarina.
(20 dicembre 2000)
http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/fornarina/fornarina/fornarina.html
A voir aussi : La galerie de photos montrant
les différentes étapes de la
restauration de la Fornarina de Raphael :
http://www.repubblica.it/gallerie/online/cultura_scienze/fornarina/index.html
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